N° 73

 

SCELTE SOCIETARIE

 

Di Carlo Monni

 

 

1.

 

 

Certe giornate cominciano male e finiscono peggio. Potrebbe essere questa la considerazione che sta facendo Sebastian Shaw, leader del cosiddetto Cerchio Interno del Club Infernale. Doveva essere poco più di una passeggiata nelle sue intenzioni: dare una sonora lezione a quella sgualdrina di Sunset Bain, che aveva osato guidare una scalata ostile della Stark-Fujikawa alle Industrie Shaw, usando le sue squadre di mercenari ed i superpoteri dei suoi soci. Non si aspettava che Sunset chiamasse in suo soccorso Iron Man e che questi si facesse affiancare da altri due pesi massimi in armatura: War Machine e Warwear, per tacere dello scagnozzo in armatura personale della Stark-Fujikawa, Steel Warrior.

Per sua fortuna, nemmeno i suoi avversari si aspettavano di dover fronteggiare una come Selene e lui sa bene quanto sia pericolosa quella donna e quale presa abbia sugli uomini sino al punto da renderli cagnolini ubbidienti al suo servizio. Warwear l’ha appena capito, purtroppo per lui.

-Farai tutto ciò che voglio…- sta dicendo Selene -… e ciò che voglio adesso è che tu uccida i tuoi amici. Lo farai per me?-

            Solo una breve esitazione prima che Parnell Jacobs, l’uomo nell’armatura di Warwear, risponda:

<<Certo, mia signora.>>

            Senza perdere altro tempo lascia partire dalle sue mani scariche di calore contro le altre due figure in armatura.

<<Che diavolo ti prende?>> urla War Machine cadendo a terra mentre i sistemi della sua armatura iniziano a compensare il calore in eccesso.

<<Eseguo gli ordini della mia signora Selene.>> risponde Parnell <<Lei vi vuole morti ed io… io vi ucciderò.>>

         Alle sue spalle la mutante quasi immortale si lascia andare ad una risata soddisfatta.

 

            Il suo nome è Philip Grant ma negli ambienti degli hacker è noto col nome di Corvo e dicono che sia il migliore, cosa di cui lui è personalmente convinto.

            Ha sempre agito nell’ombra e contro il sistema, quelli di wikileaks sono dei dilettanti al suo confronto, è stato l’autore di spettacolari attacchi informatici e se ci ha anche guadagnato sopra che male c’è? Improvvisamente, però, il destino gli ha giocato uno scherzo che deve aver trovato molto buffo: gli ha fatto scoprire di essere il figlio naturale di Tony Stark e del suo primo amore di adolescente Meredith McCall. Ora Philip Grant sa di essere parte di quel sistema ha sempre odiato, l’erede di uno dei dieci uomini più ricchi della Nazione, non è ironico?

            È l’essere il figlio di Tony Stark che lo ha reso il bersaglio di un killer che ha cercato ripetutamente di ucciderlo, ne sono tutti convinti, compresa la giovane donna euroasiatica che esce dalla cucina tenendo in mano due tazze fumanti.

            Si chiama Ling McPherson, padre di origine scozzese e madre cinese,lineamenti di porcellana e una scorza dura come l’acciaio. È il capo della sicurezza della Stark-Fujikawa, il suo capo, e da qualche settimana anche qualcosa di più. Philip si è chiesto se la cosa sia contraria alla politica aziendale ed ha concluso che non gliene frega nulla, certe regole sono semplicemente stupide.

-Ti ho portato una tazza di the.- gli dice Ling.

-Ti sembro il tipo da the?- replica Philip.

-Non lo sei?- replica lei sorridendo -Io dico che ti farebbe meglio di un bicchiere di whisky e so quel che dico.-

-È per via di Tony? Tranquilla, io non abuso di alcool o di qualunque altra cosa se è per questo.-

            Philip prende la tazza dalle mani di lei e prende a sorseggiare la bevanda calda.

-Credi che gli somigli?- le chiede improvvisamente .

-A tuo padre? In certe cose me lo ricordi e per altre siete molto diversi. Ma in fondo io non lo conosco poi così bene. Dovresti chiedere a Beth… o, meglio ancora, a Pepper Potts. Sono certa che lei lo conosce meglio di chiunque altro.-

-Tu e lui non avete mai…?-

-… fatto sesso? Questi, se permetti, non sono affari tuoi. Pensi che sia il tipo che si fa il figlio dopo essersi fatta il padre, magari per giocare alle differenze? O è solo gelosia?-

-Non volevo offenderti.-

-Lo so, non che questo renda le cose migliori. A pensarci bene, somigli a Tony più di quanto credevo.-

            C’è un attimo di silenzio imbarazzato poi lui le si avvicina, le accarezza le spalle e dice:

-Mi spiace. Sono molto più bravo a trattare coi computer che con le donne.

-A me sembra che tu ci sappia fare con le donne… e piuttosto bene.- replica Ling con un sorrisetto ammiccante.

            Si baciano e Philip può dimenticarsi dei suoi problemi, almeno per il momento.

 

            La donna indossa una tuta aderente color blu intenso e sfoggia una chioma di lunghi capelli neri. Il suo volto è celato da una maschera d’oro che riproduce fattezze femminili. L’uomo ha i capelli castani e indossa un completo tre pezzi grigio, evidentemente fatto su misura, con camicia bianca di seta e cravatta in tinta a cui è appuntato un fermacravatte dorato.

-Sono andato a mettermi qualcosa di comodo.- dice entrando nella stanza.

-Hai uno strano concetto di comodo, Straniero.- replica la donna in maschera.

            Si guarda intorno ed alla fine dice:

-Ami trattarti bene: questo appartamento deve costare una fortuna.-

-Hai detto giusto,Madame Masque, mi piace trattarmi bene.- risponde l’uomo che si fa chiamare lo Straniero -La vita è troppo breve per non godere fino in fondo dei piaceri che può offrire. Tu che vieni da una famiglia agiata… anzi da due famiglie agiate… dovresti comprendermi bene, Whitney. Posso chiamarti Whitney, vero? Cercare di uccidersi crea una certa intimità tra due persone non credi? Certo… se tu sei davvero Whitney Frost, allora chi è quella ricoverata allo Stark Memorial? Se lo chiedi a me, ho un certo sospetto e ne discuterei volentieri con te.-

-Un’altra volta forse. Adesso voglio parlare del tuo contratto per uccidere il figlio di Tony Stark.-

-Un giovanotto per la cui salute hai un particolare interesse. È a causa del tuo vecchio legame con suo padre? Il sentimentalismo non fa per quelli come noi lo sai?-

-Disse quello che non dimentica mai il suo anniversario di matrimonio anche dopo anni dal divorzio.-

-Toccato. Silver Sable è la sola donna che… ma non parliamone adesso. Discutiamo piuttosto del nostro accordo. Che mi diresti se ti rivelassi che Philip Grant non è il solo figlio di Tony Stark che il mio committente vuole morto?-

-Anche i bambini?-

-Mi sono rifiutato di farlo. Non molti ci crederebbero ma ho una mia etica e non tocco i bambini.-

-Chi è il tuo committente?- c’è una durezza evidente nella voce di Madame Masque.

-Anche tradire i clienti è contrario alla mia etica ma posso indicarti chi è l’assassino che ha ingaggiato e quando e dove colpirà. Ti basterà per fermarlo.-

-E in cambio?-

-Mi dovrai un favore.-

-Affare fatto.-

 

 

 

2.

 

 

            Cosa fai quando uno dei tuoi più vecchi amici è caduto sotto l’incantesimo di una strega tanto perfida quanto è bella e adesso è determinato ad ucciderti? Jim Rhodes nei panni di War Machine teme di non avere una risposta adeguata a questa domanda.

            I sistemi della sua armatura stanno rintuzzando l’attacco di Warwear trasformando il calore in eccesso in energia mentre abbassano sia la temperatura interna che quella esterna.

<<Parnell, fermati. Non sai quel che fai.>> prova a ragionare.

<<So esattamente quello che faccio.>> replica Warwear mentre lancia i suoi droni contro il suo vecchio compagno d’arme e Iron Man.

            Due droni esplodono proiettandolo contro una parete facendogliela sfondare. Se non altro sono all’aperto, pensa Rhodey, almeno ho molta più manovrabilità.

            Altre esplosioni all’interno gli dicono che anche Iron Man è in difficoltà ma non può stare a pensarci troppo perché Warwear è uscito anche lui.

<<Sei pronto a morire,Jim?>> gli chiede.

<<Ho cercato di farti ragionare,Parnell…>> replica War Machine <<… ma se il linguaggio che capisci adesso è quello della forza, allora peggio per te.>>

            Dalle sue spalle emergono due mitragliette che sparano in rapida successione.

 

            Dal suo bunker sotterraneo Sunset Bain osserva la battaglia da uno schermo panoramico.

-Questa non ci voleva.- commenta indispettita -Quella Selene deve avere una sorta di potere di controllo mentale.-

-Pensi che Warwear possa sconfiggere gli altri due?- le chiede Ruby Thursday.

-Da solo ne dubito, ma assieme a Shaw e Pierce potrebbe farcela. Quella donna deve essere neutralizzata ad ogni costo, è lei il pericolo maggiore.-

-Chiamo Steel Warrior.-

-E alla svelta o i nostri… alleati potrebbero perdere.-

 

            All’interno della sua armatura rossa e gialla Tony Stark pensa velocemente. Chiunque sia il suo aggressore ha evidentemente il potere di assorbire l’energia cinetica. È praticamente immune ad ogni colpo e usa la forza assorbita per colpire i suoi avversari. Ogni attacco diretto sarebbe inutile. Deve trovare un’altra strada ma quale? Fargli esaurire la sua energia,forse? Ma come? E se invece provasse a sovraccaricarlo? È un rischio perché se non avesse limiti le cose si metterebbero davvero male.

<<Amico…>> gli dice <<Non so chi tu sia ma stai per ricevere la più grossa lezione della tua vita.>>

            E gli spedisce addosso una doppia scarica di repulsori dai guanti ed una di uniraggio a piena potenza.

            Sotto il suo cappuccio Sebastian Shaw ride soddisfatto.

-Di più!- urla -Dammene di più!-

            E Iron Man non se lo lascia ripetere due volte.

 

 

3.

 

 

            La ragazzina bionda è inquadrata nel mirino, un bersaglio facile anche perché si è fermata a chiacchierare con un ragazzo della sua età o appena più vecchio.

            Al cecchino non importa: ha il suo bersaglio inquadrato ed è la sola cosa che conti. Una lieve pressione sul grilletto del suo fucile di precisione e la figlia bastarda di Tony Stark, non vedrà il giorno del suo quattordicesimo compleanno mentre lui vedrà accrescersi di parecchio il suo conto in banca.

-Io non lo farei se fossi in te.-

            Il cecchino si volta di scatto e rimane sorpreso nel vedere davanti a se una donna dai capelli neri che indossa una calzamaglia scura ed il cui volto é nascosto da una maschera d’oro. Una donna che gli sta puntando contro una pistola.

-Tu!- esclama -Non è possibile!-

-Ne sei davvero sicuro?- ribatte la donna in tono sarcastico.

            Il cecchino spara ma la donna è più veloce e l’uomo si abbatte a terra mentre un rivolo di sangue cola dal suo elmetto.

-Proeittili super rinforzati.- commenta la donna nota come Madame Masque -Mai uscire senza di loro.-

            Il dramma si è svolto senza che nessuno abbia udito nulla grazie ai silenziatori. Potrebbero passare giorni prima che il corpo del cecchino sia scoperto.

Forse, pensa la donna, farà una chiamata anonima alla Polizia per accelerarne il ritrovamento o forse no, che le importa dopotutto?

Sotto di lei Kathy Finch,e il suoi amico Tommy Byrnes, ignari del pericolo corso si avviano verso casa.

 

Il Conte Nefaria è decisamente soddisfatto: il suo avvocato ha fatto un ottimo lavoro. Nell’attesa che le autorità del Principato di Monaco decidano sulla richiesta di estradizione nei suoi confronti e della sua compagna Pavane, sono stati entrambi rilasciati. Purtroppo la sua villa deve essere completamente ristrutturata dopo i danni causati dallo scontro tra Iron Man e la Squadra della Morte[1] ma una suite all’Hotel de Paris andrà benissimo mentre aspetta che i lavori siano finiti.

Lui e Pavane stanno per entrare nel prestigioso hotel quando una figura in armatura rossa e oro atterra davanti a loro.

<<Suppongo che tu creda di essertela cavata, Nefaria...>> dice con voce alterata elettronicamente.

-Ah… il mio amico Iron Man, mi aspettavo una tua visita.- replica Nefaria con un sorrisetto -Deluso di non vedermi in ceppi?-

<<È solo questione di tempo e accadrà.>> replica l’uomo in armatura <<Goditi questa libertà perché io e lo S.H.I.E.L.D. ti staremo addosso e ti vedrò in galera, contaci.>>

            Senza aspettare risposta Iron Man vola via e Nefaria alza gli occhi verso la sua figura che si allontana. E io avrò presto la mia rivalsa su di te Michael O’Brien, pensa, su questo sei tu che puoi contare.

 

            Howard Finch rientra nel suo hotel immerso in cupi pensieri e non bada alle persone in ascensore con lui almeno finché non si accorge che mentre arriva al suo piano sono rimasti solo lui e una ragazza orientale molto attraente che aspetta che lui sia uscito sul pianerottolo per dirgli:

-Il mio padrone si aspetta che lei onori la sua parte del patto, Mr. Finch.-

            Howard rimane interdetto per un attimo di troppo: le porte dell’ascensore si chiudono e lui rimane solo.

            La sua parte del patto. Un patto col Diavolo, si ritrova a pensare l’uomo d’affari.

 

 

4.

 

 

            L’armatura di Warwear assorbe i colpi sparati da War Machine ma la forza dell’impatto lo spinge comunque lontano e il suo avversario lo raggiunge in volo.

<<Credevi davvero che questo bastasse a sistemarmi?>> lo apostrofa Parnell Jacobs.

<<Per la verità ci speravo.>> replica Jim Rhodes <<Perché non torni in te?>>

<<Io sono già in me e ti farò a pezzi.>>

         Perché non smette mai di sperare? Si chiede Rhodey e sospira. Usare l’artiglieria pesante sul suo amico è fuori questione: non vuole ucciderlo e poi... non è detto che l’armatura eidolon non sopporti anche quei colpi. Gli alieni che l’hanno costruita hanno fatto un buon lavoro.

            Da i polsi di Warwear partono dei piccoli cerchi che poi esplodono al contatto con l’armatura di War Machine che li ignora buttandosi a corpo morto sul suo nemico.

<<Ti farò ragionare ad ogni costo.>> grida

 

            Quando ha accettato di entrare nel programma Steel Warrior Chester Harrigan era decisamente entusiasta. Per anni aveva chiesto a Tony Stark di essere assunto come Iron Man ma lui aveva sempre rifiutato,[2] poi era arrivata la proposta di Morgan Stark e Sunset Bain e Chet aveva accettato con entusiasmo.

            Ora deve dimostrarsi all’altezza delle aspettative: non deluderà i suoi datori di lavoro.

            La termocoppia fa il suo dovere sciogliendo il ghiaccio con cui Blizzard lo aveva avvolto.

<<Bene, vogliamo continuare il discorso?>> dice.

            Whiplash lo colpisce con  la sua frusta potenziata,

<<Ci vuole di più di questo, ragazza. Quest’armatura è molto resistente, sai?>>

            Le afferra l’estremità della frusta e la tira a sé sbilanciandola e facendola cadere.

            Melter lo prende di mira col suo raggio fusore ma non fa in tempo a spararlo: Steel Warrior lo colpisce con una sorta di raggio repulsore.

<<Non ho molta voglia di giocare adesso.>> dice

            Improvvisamente nel suo auricolare echeggia la voce di Sunset Bain:

<<Harrigan, lascia perdere quello che stai facendo e corri ad aiutare Iron Man, svelto.>>

-Ma questi tre?- protesta lui.

<<Se ne occuperà la sicurezza, tu fa quel che ti dico: è un ordine.>>

            Sbuffando Steel Warrior prende il volo davanti ai tre supercriminali perplessi.

-Ma che succede?- chiede Melter.

-Non lo so.- risponde Blizzard -Ma ho la sensazione che ci convenga prendere il largo. Ci aspettavano e questo vuol dire che qualcosa è andato storto. Io non aspetterò che quell’Iron Man decolorato ritorni.-

-Sono con te.- aggiunge Whiplash.

            E senza aspettare oltre i tre si danno alla fuga.

 

            Poco lontano da lì l’uomo che Iron Man ignora essere Sebastian Shaw è sottoposto ad un fuoco di fila di colpi di vario genere.

-Idiota!- proclama -Mi stai solo facendo diventare sempre più forte.-

<<Ma davvero?>> replica il Vendicatore Dorato <<Ora vedremo quanto.>>

            Tony Stark spera di non aver sbagliato, perché se il suo avversario è in grado di assorbire energia indefinitamente lui sarà presto nei guai, ma c’è un modo solo per saperlo ed è aspettare.

            E alla fine accade: l’uomo davanti a lui comincia a barcollare.

-Cosa… cosa mi succede?- esclama.

<<Suppongo che tu stia avendo i sintomi di un infarto o qualcosa di molto simile.>> risponde Iron Man <<Il tuo corpo non regge tutta l’energia che stai assorbendo.>>

-No! No!-

            Freneticamente Shaw si mette a percuotere il suolo. Deve liberarsi subito dell’energia in eccesso. Deve!

            Quello che avviene dopo è assolutamente imprevisto: una violenta esplosione scuote il suolo e quando il fumo e la luce si dissipano,una piccola voragine si è aperta e poco lontano giace Sebastian Shaw apparentemente svenuto.

            Selene è l’unica rimasta in piedi assieme ad Iron Man. I due si fissano senza parlare. La mutante millenaria considera rapidamente le possibilità di continuare lo scontro e vincerlo,poi vede arrivare Steel Warrior e prende una decisione.

-Warwear!- chiama -Raccogli Shaw e Pierce e andiamocene subito.-

<<No... io posso vincere.>> replica Parnell Jacobs.

-Non osare discutere i miei ordini ,schiavo, fai ciò che ti ho detto,subito.-

            Senza esitare oltre Warwear fa quello che gli è stato chiesto ma Iron Man si fa avanti.

<<Cosa vi fa pensare che vi lascerò andare?>> chiede.

-Non ho chiesto il tuo parere.- ribatte Selene sferrandogli un colpo telecinetico che lo sbatte lontano.

            Tony riprende rapidamente il controllo e torna indietro solo per vedere Selene e Warwear, quest’ultimo che tiene tra le braccia gli altri due uomini, allontanarsi in volo.

            Accelera deciso a raggiungerli e viene presto affiancato da War Machine.

<<Li prenderemo.>>gli dice Rhodey.

<<Puoi starne certo.>> è la risposta di Tony.

            Poi, improvvisamente, i loro bersagli scompaiono alla vista.

<<Ma cosa?>> esclama Tony.

<<Maledizione.>> impreca War Machine mentre consulta freneticamente i suoi strumenti e ottiene la conferma ai suoi sospetti <<Ci ha fatto fessi.>>

<<Teletrasporto?>>

<<Non esattamente. Prima ha attivato l’effetto fantasma rendendosi invisibile all’occhio e agli strumenti. Non a caso l’armatura è chiamata Eidolon.[3] Immagino che poi abbia accelerato a ipervelocità. Potrebbe essere dovunque ormai, assieme a quella donna e agli altri.>>

<<Quella donna la conosco: l’ho incontrata una volta nell’antico Egitto, sempre che sia davvero la stessa… e qualcosa mi dice che è così.>>

<<Un ‘immortale? Li detesto.>>

            Ormai rassegnati i due amici tornano alla base dove trovano ad attenderli anche Steel Warrior.

<<Li avete persi?>> chiede.

<<Più o meno.>> ammette War Machine <<Ma almeno li abbiamo fermati.>>

            Tony Stark riflette. Quando ha ordinato a Warwear di prendere i suoi alleati Selene si è riferita all’uomo mascherato chiamandolo Shaw. Era Sebastian Shaw, quello? Ha dei superpoteri dunque? E Sunset Bain ne era al corrente quando ha chiesto il suo aiuto? A quest’ultima domanda è quasi certo di sapere la risposta.

 

 

5.

 

            Quando apre la porta del suo appartamento e vede l’espressione sul volto di Jim Rhodes Glenda Sandoval sa che ci sono cattive notizie.

-Parnell!- esclama -Gli è accaduto qualcosa, non è vero?-

-Mi dispiace Glenda .- replica Rhodey.

            Entra nell’appartamento e racconta a Glenda cosa è accaduto a suo marito.

-Quella donna, Selene, ha una sorta di potere ipnotico e lo ha… stregato, non mi viene in mente un termine migliore.- spiega -Ti prometto che in qualche modo lo ritroverò e lo libererò.-

            Glenda scuote la testa e si asciuga le lacrime.

-Non c’è pace per noi per quanto ci proviamo, Jim.- dice infine -Anche stavolta mi sono illusa ma è andata male.-

            E Jim Rhodes non sa cosa risponderle.

 

Nel suo appartamento privato Selene si rivolge a Warwear fermo davanti a lei:

-Togliti l’armatura, voglio vederti in volto.-

            Warwear obbedisce e rimane vestito solo di un paio di slip.

-Mmm. Non sei male schiavo, sembri forte e vigoroso.- dice Selene squadrandolo compiaciuta -Qual è il tuo nome? Il tuo vero nome intendo.-

-Mi chiamo Parnell Jacobs.- risponde lui con voce atona.

-Bene, Parnell Jacobs…-

            Selene gli cinge il collo e lo bacia, un bacio lungo e profondo, poi si stacca da lui sorridendo.

-La tua forza vitale ha davvero un buon sapore, Parnell Jacobs.- gli dice -Ora sei davvero mio anima e corpo e finché vivrai non avrai altra scelta che eseguire la mia volontà. È da tanto tempo che non avevo più uno schiavo affidabile e devoto. L’ultimo si chiamava von Roehm. Mi era fedele come un cagnolino ed è morto per me.[4] Tu, Parnell, mi servirai molto meglio. Ho grandi progetti per te.-

            E la donna che ha attraversato le ere ride.

 

            Il tempo passa e la vita va avanti e mentre a Wall Street si attendono le notizie per l’imminente acquisizione delle Industrie Shaw da parte della Stark Fujikawa, da un’altra parte di Manhattan si svolge un party di beneficienza  a cui è invitata la crema della città.

            Tony Stark vi entra al fianco di Pepper Potts.

-O sono paranoica o ci stanno guardando tutti.- dice lei.

-Non ne sono sorpreso.- ribatte Tony sorridendo -Dopotutto sono in compagnia di una splendida rossa.-

-Sei sempre il solito.-

-E non è per questo che mi ami?-

            Pepper risponde con una risata e poi aggiunge:

-Non sono la sola rossa, però. Guarda quella vestita di nero che chiacchiera con Warren Worthington.-

            Tony guarda nella direzione indicata e riconosce la donna in questione: Jean Grey-Summers, meglio nota come Fenice degli X-Men. Ma perché è in compagnia di Arcangelo e non di suo marito Scott? Guai in paradiso di cui lui non è al corrente?[5]

            Il pensiero passa quando Tony sente una voce ben nota:

-Tony, caro.-

            Uno spettro dal passato: la Contessa Stephanie De La Spiroza, una delle sue ex di parecchie vite fa. Il giovanotto dai capelli neri al suo fianco dimostra poco più di vent’anni e ha un’aria vagamente familiare anche se Tony è certo di non averlo mai incontrato prima.

-Contessa…- la saluta, gelida, Pepper.

-Miss Potts…- ricambia la donna, poi si rivolge a Tony -Il mio amico Zeke ci teneva molto ad incontrarti. Tony Stark ti presento Ezekiel Stane.-

            Tony si sente come se una frustata lo avesse colto in volto. Stane come…

-Lascia perdere le formalità, Stephanie.- interviene con tono sarcastico il giovane sfoderando un sorriso -In un certo senso io e Mr. Stark ci conosciamo bene, dopotutto lui è l’uomo che ha ucciso mio padre.-

 

 

CONTINUA

 

 

NOTE DELL’AUTORE

 

 

            Cosa dire di questo episodio? Praticamente nulla che non sia già spiegato nella storia,quindi andiamo direttamente a parlare del prossimo in cui gli intrighi attorno a Tony Stark ed i suoi amici si fanno più serrati e le vite dei nostri protagonisti più complicate di quanto già non siano.

            Vi aspetto.

 

 

Carlo



[1] Negli episodi #70/72.

[2] Come narrato in Marvel Super Heroes Vol. 3° #9 (In Italia su Capitan America & I Vendicatori #76)

[3] Fantasma in Greco.

[4] Su Uncanny X-Men Vol. 1° #209 (In Italia su Gli Incredibili X-Men #20).

[5] Ma voi dovreste esserlo se  seguite le nostre serie Gli Incredibili X-Men e X-Men.